La Via Clodia era una strada che collegava la via Cassia con la via Aurelia, adatta ai traffici mercantili tra Roma e le colonie etrusche più che agli spostamenti.
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Un’esperienza più concentrata ed estremamente intensa è rappresentata dal tratto rupestre della Via Clodia tra Braccaino e Vetralla. 5 tappe per circa 51 km nel cuore della Tuscia. Le tappe La Via Clodia, un cammino storico che segue le suggestioni di una delle più antiche infrastrutture viarie del mondo romano nata sulle tracce di percorsi etruschi e ancora oggi capace di raccontare il territorio attraverso natura, storia e le tradizioni delle comunità che abitano i paesi attraversati. La Via Clodia era una strada romana che collegava Roma ai villaggi ed ai paesi della dell’entroterra dell’Etruria. Più adatta ai traffici mercantili che agli spostamenti militari divenne presto un asse fondamentale di connessione tra Roma e le colonie etrusche. Era conosciuta anche come “Via delle Terme”, poiché permetteva di raggiungere importanti località termali come Vicarello, Stigliano e Saturnia. Costruita nel III secolo a.C., la Via Clodia si sviluppava tra Roma e Roselle, attraversando gli attuali territori delle province di Roma, Viterbo e Grosseto. Il suo nome è legato a un magistrato della gens Caudia (o Clodia), che curò il rifacimento e l’organizzazione di tracciati più antichi. Larga poco più di quattro metri consentiva il passaggio contemporaneo di due carri confermando il suo ruolo strategico nei collegamenti economici e culturali dell’epoca. Oggi il Cammino della Via Clodia permette di rivivere quel mondo antico camminando immersi in una natura integra, tra forre selvagge, boschi secolari, corsi d’acqua e paesaggi rurali di grande valore naturalistico e culturale. È un viaggio lento che invita all’ascolto dei luoghi e delle comunità che li abitano.