Un itinerario tra paesaggi rurali, forre tufacee e vestigia etrusche, dal borgo medievale di Montalto di Castro fino al cuore dell’antica Vulci, tra storia e natura.
Questa tappa del Cammino degli Etruschi accompagna l'escursionista in un percorso che si sviluppa tra la Maremma laziale e l’entroterra etrusco, unendo i paesaggi agricoli della piana costiera alla grandiosità storica di Vulci, una delle città-stato più potenti dell’antichità.
Si parte dal centro storico di Montalto di Castro, un borgo medievale che conserva le tracce di un passato segnato da dominazioni etrusche, romane e rinascimentali. Il Castello Guglielmi, con le sue mura imponenti, è il simbolo della vocazione difensiva del paese, un tempo punto strategico tra l’entroterra e il Tirreno. Lasciando l’abitato, il cammino si apre su un paesaggio agricolo ampio e pianeggiante, dove i campi coltivati a cereali e girasoli si alternano a lembi di macchia mediterranea.
Il tracciato si snoda lungo strade bianche e carrarecce, attraversando un territorio modellato nel tempo dai corsi d’acqua, in particolare dal Fiume Fiora, che ha reso queste terre fertili e ricche di biodiversità. L’orizzonte si allarga, il cielo diventa protagonista e il paesaggio si fa essenziale, scandito dai filari di alberi e dalle colline che iniziano a emergere in lontananza.
Proseguendo in direzione nord-est, il cammino entra in una zona di transizione tra la piana e l’altopiano vulcanico. Le dolci ondulazioni del terreno annunciano l’avvicinarsi della valle del Fiora, dove il suolo cambia: la roccia tufacea inizia ad affiorare, dando vita a un paesaggio più selvaggio e modellato dall’erosione millenaria.
L’arrivo a Vulci è anticipato dall’attraversamento del Ponte del Diavolo, una struttura medievale in tufo che scavalca le gole del Fiora, regalando un punto di osservazione spettacolare sul paesaggio circostante. Oltre il ponte, l’orizzonte si apre nuovamente sul grande pianoro di Vulci, un’area archeologica tra le più importanti dell’Etruria.
Il sito di Vulci, incastonato in un contesto naturalistico di grande fascino, conserva i resti di una città che per secoli fu un crocevia di commerci e culture. Le mura antiche, i templi e le necropoli raccontano la grandezza della civiltà etrusca, mentre il Castello dell'Abbadia, oggi sede del Museo Nazionale Archeologico, custodisce straordinari reperti provenienti dalle tombe vulcenti.
Poco distante, il Lago del Pellicone, incastonato tra le colate laviche, offre un’ultima suggestione prima di concludere la tappa.
Un percorso di difficoltà medio-bassa, con lunghi tratti esposti al sole che richiedono un buon equipaggiamento. La ricompensa è un viaggio tra paesaggi incontaminati e vestigia eterne, dove la storia si fonde con la natura in un equilibrio perfetto.
Informazioni aggiuntive
Attraversando il Ponte del Diavolo, fermati un attimo e osserva la valle del Fiora: qui il tempo sembra sospeso e la storia scolpita nelle rocce accompagna il cammino.