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Monumento Naturale Palude di Torre Flavia

Ladispoli / RM

Aree Naturalistiche
La Palude deve il nome ai ruderi dell’antica Torre Flavia, torre rinascimentale a pianta quadrata del XVI secolo, che la sovrastano. Essa fu eretta, probabilmente sui resti di una costruzione più antica, dal cardinale Flavio Orsini, su ordine del Pontefice Leone X, testimonianza del sistema difensivo costiero dello Stato Pontificio e in stretta connessione con il Castello di Palo, che ospitava, allora, una guarnigione. La Torre è stata danneggiata da un bombardamento durante la seconda guerra mondiale.
Da notare lo spostamento della posizione della Torre rispetto alla costa, forse il segno più immediatamente percepibile dell’erosione costiera.
Nell’area adiacente alla Torre sono visibili i resti di una villa di epoca romana con annesse delle vasche per la piscicoltura, dette “peschiere”.
La Palude di Torre Flavia è una zona umida di grande importanza per la tutela dell'avifauna migratoria e per la conservazione di un ultimo lembo dell'antica maremma laziale.
La zona umida è formata da un terreno argilloso-limoso, ricco di materiale organico di origine vegetale che da luogo a un tappeto di sostanza organica in putrefazione responsabile della formazione del fango nerastro. Lembi residuali di una antica duna sabbiosa separano la palude dal mare. Un molo di origine artificiale collega attualmente alla costa i ruderi dell'antica Torre Flavia, rimasta isolata a circa 80 metri dalla spiaggia a causa del fenomeno dell'erosione costiera qui molto accentuato.
L'area protetta si sviluppa parallelamente alla linea di costa in direzione nord-ovest/sud-est per una lunghezza di circa 1500 metri, una profondità massima di circa 500 m e un'altitudine compresa tra 0 e 3 m circa sul livello del mare.
Gli specchi d'acqua sono circondati da giunchi, carici, salicornia, gigli di palude e fitti canneti di Phragmites australis. Nei prati circostanti, abbondano a primavera le fioriture degli asfodeli, dei papaveri, della borragine. In tutto, i botanici hanno rinvenuto nell'area protetta ben 130 specie.
Nonostante le numerose fonti di disturbo, oltre all'ubiquitaria volpe, alla raganella, ai cefali, a seconda delle stagioni e della fortuna qui possono comparire cavalieri d'Italia, gufi e falchi di palude, anatre e tuffetti, sgarze ciuffetto e tarabusini, il corriere piccolo che qui è nidificante nonché addirittura il falco pescatore e il mignattaio.
Sono soprattutto gli uccelli, la grande ricchezza di Torre Flavia. Non a caso vi è sorta negli ultimi anni una stazione di inanellamento scientifico, realizzata in collaborazione con l'Infs (Istituto nazionale fauna selvatica) dalla Provincia di Roma, ente gestore dell'area protetta.
L'area protetta è intensamente indagata – i ricercatori vi hanno appurato la presenza di 44 specie di diatomee, 280 almeno di invertebrati e circa 200 di vertebrati. Interessanti anche i dati che riguardano il popolamento animale alloctono. Tra le specie censite vi sono: tra i pesci, la gambusia e la pseudorasbora; tra i rettili, la testuggine a guance rosse; tra gli uccelli la maina comune e il vescovo arancio; tra i mammiferi, la nutria; tra i crostacei, il gambero rosso della Louisiana.

Come Arrivare

Autostrada A12: uscita Cerveteri/Ladispoli. Prendere Via Settevene Palo in direzione Ladispoli. Alla rotonda, prendere la prima uscita, in direzione Civitavecchia. Proseguire su S.S.1 Via Aurelia fino al primo semaforo e svoltare a sinistra in Via Fontana Morella, fino a destinazione.
Via Fontana Morella, 00052 ladispoli